I mestieri del domani presentati a un gruppo di diplomandi dal team di Toscandia

Emozionatissimi i 13 ragazzi all’ultimo anno dell’IIS Leonardo da Vinci di Firenze che venerdì 17 maggio hanno partecipato a una giornata di formazione organizzata da Toscandia in collaborazione con Confartigianato, presso la sede della concessionaria di Calenzano. Entusiasti loro e l’amministratore delegato dell’azienda, Giuseppe Barelli, affiancato da Salvatore Saltarello, dell’Ufficio Credito e Imprese dell’associazione fiorentina, e da Alessia Bettini, recentemente riconfermata assessora nel team del Comune di Firenze, che ha dato il via ai lavori. È stata proprio lei a ringraziare pubblicamente Toscandia per l’impegno che già da tempo dimostra nella disponibilità ad accogliere il progetto istituzionale di alternanza scuola/lavoro e per l’iniziativa della giornata in particolare. Perché è importante, secondo lei, investire sui giovani: sono essi stessi che chiedono cambiamenti in tanti settori ed è doveroso ascoltarli e dare loro l’opportunità di toccare con mano quello che la scuola cerca di insegnare pur non riuscendo sempre a stare al passo coi tempi. Anche per le istituzioni, quindi, adesso è il momento di fare «meno chiacchiere e più azioni», come dice Bettini. «Qui in Toscandia si fanno i motori, quelli veri. E poi c’è il motore di un’azienda che ha successo ed il merito di investire nella ricerca». Insomma, un’ottima opportunità per capire e vedere dal vivo come funziona veramente il mondo del lavoro.

Divisi in 4 gruppi, dopo il pranzo offerto da Toscandia, gli studenti invitati alla giornata di formazione sono stati smistati a rotazione su diverse postazioni: alcuni nelle tre officine (veicoli leggeri, veicoli pesanti e bus) e altri su un mezzo Scania accanto al master driver. I ragazzi hanno seguito i tecnici nel loro lavoro consueto in una totale full immersion nella quotidianità di mestieri spesso sottovalutati e forse anche poco conosciuti. Ed è proprio di questo che si è parlato, a fine giornata, nella “lezione” in aula tenuta dai dirigenti dell’azienda. Oggi c’è enorme richiesta di figure professionali come meccanici qualificati e autisti; purtroppo però c’è una forte resistenza ad abbandonare la visione distorta che accompagna questi mestieri superficialmente etichettati come “lavori sporchi”. In realtà, l’avvento delle nuove tecnologie ha radicalmente cambiato il mondo che ruota attorno al veicolo industriale e commerciale, come ha spiegato Giuseppe Barelli. Basta pensare che camion come lo Scania V8 (che è quello che è stato fatto testare ai ragazzi e che ha appena festeggiato il suo cinquantesimo compleanno) hanno almeno 60 centraline con le quali sono costantemente connessi con i server della casa produttrice; insomma tutto oggi è perfettamente digitalizzato e tale rivoluzione si riverbera anche su settori collaterali come l’accettazione o il magazzino, per citarne solo alcuni. È importante dunque far conoscere questa nuova realtà a quelle che saranno le future generazioni di lavoratori.

Paolo Piccini, uno dei soci di Toscandia, ha ben presente quest’esigenza: «È sempre più difficile trovare manodopera preparata al giorno d’oggi, per questo è importante stabilire un contatto tra aziende e scuola; è importante collaborare insieme per la formazione dei giovani. Noi crediamo nelle persone e chi lavora con noi da decenni fa parte di una grande famiglia in cui tutti insieme cresciamo e ci evolviamo. Cerchiamo personale altamente qualificato per ricoprire dei ruoli in costante evoluzione». Al posto del meccanico di una volta c’è bisogno di professionisti competenti in elettronica perché i veicoli sono sempre più complessi. Allo stesso modo, l’autista che doveva occuparsi anche del carico e scarico del mezzo adesso deve essere un esperto di logistica: «Il conducente di camion», come sostiene Luciano Barelli, uno dei soci fondatori, «sarà sempre più una figura altamente specializzata e molto ricercata, quindi anche molto retribuita. Sarà qualcuno, che grazie alle nuove tecnologie potrà finalmente lavorare ottimizzando la propria efficienza e le proprie condizioni di salute, riducendo il rischio di incidenti su strada e i livelli di stress e acquisendo un maggiore orgoglio professionale».

Intervistati sulle impressioni della giornata appena trascorsa, i ragazzi hanno dimostrato tutti un grande entusiasmo (e la motivazione era forte già in partenza visto che hanno partecipato spontaneamente alla formazione e fuori dall’orario scolastico) e si sono profusi in ringraziamenti. Non capita tutti i giorni, per chi è ancora alle prese con la scuola, avere l’opportunità di toccare con mano la frenesia e l’organizzazione del lavoro reale. «Qui abbiamo visto motori veri, nuovi; noi in aula li abbiamo vecchi. Abbiamo capito cosa è importante e cosa no quando si lavora per davvero», ha affermato Alessio Andreini, uno degli studenti. «Mi vedrei bene a lavorare in un contesto come questo», ha incalzato Yassir Deissi, un altro compagno. «È stata un’esperienza memorabile salire su un mezzo Scania e capire cosa significa lavorare in un team ben sincronizzato come quello di Toscandia. Tutti hanno il proprio incarico ma ciascuno è in sintonia con gli altri in un rapporto di fiducia reciproca». «E oltretutto», come ha commentato l’alunno Hamza El Allam, «con la tecnologia che facilita il lavoro, il mestiere di autista diventa un modo per viaggiare alla scoperta di posti sempre nuovi in tutta sicurezza».

Giuseppe Barelli si augura che giornate come quella appena svoltasi possano essere ripetute molte altre volte. Adesso che si sono rotti gli indugi e che l’azienda ha trovato in Confartigianato un alleato importante è essenziale continuare a investire nella formazione dei giovani. I ruoli professionali presentati ai ragazzi da Toscandia sono lavori remunerativi e di costante crescita: sono mestieri al costante passo coi tempi. E di sicuro i ragazzi di oggi, nativi digitali, hanno una marcia in più per svolgerli con successo.

Buon lavoro ragazzi!